Mario Carlo Iusi: Interconnessioni di luce e colore

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Artista, cineasta e filosofo, Mario Carlo Iusi è protagonista di  Interconnessioni, una mostra dotata di forte originalità e potenza espressiva. Originario di Alatri e attualmente studente di Filosofia a Roma, Iusi porta avanti una sperimentazione artistica che spazia dal cinema alle arti visive. In questa esposizione, curata dal Lab 174 nel quadro della seconda edizione di Rome Art Week, il giovane artista propone al visitatore di immergersi progressivamente in un’atmosfera onirica, creata dall’unione di luce, suono e colore.

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Il percorso espositivo si snoda attraverso due sale: entrando nella galleria, incontriamo una serie di disegni che rappresenta l’esito della ricerca più recente dell’artista. Iusi ha liberamente interpretato l’invito che Paul Klee rivolgeva agli studenti del Bauhaus: “Prendete una linea” – diceva – “e portatela a fare una passeggiata”. Il risultato di questi itinerari su carta è caratterizzato, nel suo caso, dal ritorno ossessivo di un volto umano, nel quale non è infondato scorgere una sorta di alter-ego dell’artista. Tale visione sembra affiorare da un grafismo – in particolare dalla firma dell’autore – che progressivamente perde la propria sostanza semantica per divenire, attraverso l’iterazione rituale dello stesso gesto, immagine. 

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La scommessa della mostra Interconnessioni si gioca soprattutto nella seconda sala, situata al piano inferiore della galleria. L’allestimento propone 7 opere pittoriche immerse nel buio completo, dotate di un apparato di illuminazione a led inserito nella cornice di ogni quadro. Gli interruttori che regolano le varie fonti luminose consentono all’osservatore di divenire parte attiva dell’installazione, mutando a proprio piacimento l’intensità e la direzione della luce per un totale di 36 combinazioni possibili. I toni di blu utilizzati da Iusi sulla tela si combinano alla luce neutra dei led per creare un’atmosfera surreale, resa ancora più avvolgente dalla riproduzione di un suggestivo paesaggio sonoro.

In questo mondo sotterraneo dove predomina un blu soffuso, Iusi invita il pubblico a riflettere sul destino del gesto nell’epoca contemporanea. Al giorno d’oggi, la gestualità delle mani viene associata più alle tecnologie di cui l’homo digitalis fa uso quotidianamente che al gesto creativo dell’artista. Attraverso questa serie di opere interattive, Iusi elabora una doppia decostruzione della gestualità contemporanea che risulta dall’azione coordinata dell’artista e del pubblico. Da un lato, manipolando il colore mediante l’uso delle dita, l’artista riscatta il gesto dall’automatismo tipico dell’era digitale, infondendogli rinnovata spontaneità. Dall’altro, il pubblico, agendo sugli interruttori, ha la possibilità di concorrere alla costituzione dell’opera stessa.

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In ultima analisi, l’installazione di Iusi esplora la possibilità di stabilire un’interconnessione tra l’azione dell’artista e quella del pubblico al fine di intraprendere un reciproco cammino di auto-consapevolezza. Esponendosi al contributo imprevedibile di un agente esterno, l’artista rinuncia alla tradizionale autorità che egli, in quanto autore, esercita sulla propria creazione, per osservarsi letteralmente “sotto una nuova luce” attraverso gli occhi del suo pubblico. In tal modo, l’opera del giovane artista si inserisce a pieno titolo nell’orizzonte del dibattito contemporaneo intorno ai valori espositivi e alla non-definitività della creazione. Infatti, pur offrendo al pubblico un numero finito di combinazioni luminose, Iusi riesce a far emergere, in maniera originale, la propria concezione dell’opera d’arte come inesauribile sorgente di forme sempre nuove.

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Interconnessioni resterà aperta al pubblico fino al 10 ottobre 2017 presso il Lab 174, situato in via Pietro Borsieri a Roma. La Rome Art Week, di cui la mostra è parte, si svolgerà ufficialmente dal 9 al 14 ottobre 2017.

A cura di Giulia Scialla

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Mario Carlo Iusi

Mario Carlo Iusi


Sceneggiatore, Pittore

Cinema e televisione, Arti plastiche, Arti grafiche

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LAB174

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Event manager, Gallerista

Teatro, Arti grafiche, Fotografia

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Giulia Scialla

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Scrittore

Arti plastiche, Arti grafiche

Mi piace immaginare la filosofia come un esercizio di educazione dello sguardo volto a cogliere aspetti inediti di quanto ci circonda. Ritengo perciò fecondo il dialogo che può innestarsi tra arte e filosofia, in rotta verso un accrescimento della reciproca auto-consapevolezza!

Giulia Scialla

Mi piace immaginare la filosofia come un esercizio di educazione dello sguardo volto a cogliere aspetti inediti di quanto ci circonda. Ritengo perciò fecondo il dialogo che può innestarsi tra arte e filosofia, in rotta verso un accrescimento della reciproca auto-consapevolezza!

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