The Big Kiss: Note sul videoclip Love (Baustelle) di Tommaso Ottomano

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Un pomeriggio, per caso, trovo online il videoclip di una canzone dei Baustelle. Non mi piacciono, ed è strano che guardi un loro video, ma due cose attirano la mia attenzione: l’immagine d’anteprima del video, così sensuale, attraente, e la sua durata, poco meno di un minuto. Lo clicco, iniziano le note della canzone, l’immagine pian piano si accende, e per la prima volta incontro una regia di Tommaso Ottomano e una storia, la sua, più unica che rara.

TO: “Quando mi sono messo ad ascoltare il brano, che poi apre il disco, Love, mi è venuto questo flash di una bocca e una lingua. L’idea era che una figura senza identità baciasse la telecamera. Mi sono messo a pensare come renderlo esteticamente bello e quindi ho immaginato un vetro tra la telecamera e questa bocca e questa lingua. Il pomeriggio dopo mi son detto che l’idea rendeva e ho fatto il video senza dire niente a nessuno. Dopo qualche giorno son riuscito a farlo vedere a Francesco dei Baustelle e così è nata la collaborazione per il video successivo (Il Vangelo di Giovanni), fatto dopo il video “regalato” di Love.”

Chiamarlo istant-video sarebbe molto riduttivo. Love è l’espressione della forza atavica del cinema. Un flash, immediatezza comunicativa. Una ragazza ci guarda, ci chiama concedendoci solo l’attenzione di un battito di ciglia. Si avvicina! Può essere nostra, solo ora, solo adesso! Le labbra umide si schiantano contro lo schermo: eccolo lì, il nostro bacio. Grottesco, ironico, scomposto, eppure nostro! Ed eccole lì le immagini, così sensuali e immediate. Il cinema come esibizione esasperata del suo ingegno spettacolare, che ci seduce sempre. Desideriamo il bacio di questi frames fatales. Un bacio che può stordire, inebriare, che ci riempie come una droga.

TO: “Se l’idea è buona è buona, fine. Non servono mezzi tecnici o chissà che per far venire fuori l’idea. Basta l’idea. In Love c’è solo l’idea! È stata una riprova che una roba così semplice e stupida che ho fatto in una mezza giornata nella mia camera da letto, con la mia ragazza e la porta della doccia è figa e ha fatto il suo dovere!”

L’idea, non serve altro. Come in quei momenti in cui, nella vita, ci si guarda negli occhi e si sente l’urgenza di darsi un bacio. Il videoclip di Tommaso precipita, nei suoi soli cinquanta secondi, verso i titoli di coda con la stessa ferocia di una prima volta. È viscerale, necessario, immediato come una scritta su un muro. È una dichiarazione d’intenti vincente, pura, come le parole di Tommaso: decise, ferme. Un piccolo manifesto per chi ha il coraggio di esprimere a pieno la propria forza creativa.

Fermo immagine del videoclip “Love”, diretto da Tommaso Ottomano per l’omonima canzone dei Baustelle.

TO: “Secondo me in Italia il problema è che i ragazzi che iniziano a fare video hanno sempre paura di quello che fanno. Si lasciano molto condizionare dagli altri, arrivando a considerarli come idoli. Io non ho mai visto in questo modo i signor registi che, ad esempio, prima di me hanno lavorato con i Baustelle, o quelli che girano i videoclip in Italia. In realtà li ho sempre visti come dei rivali. Ho sempre preso come riferimento piuttosto tra Kubrick e Almodóvar, roba troppo superiore a me. Questo è l’errore che commettono un sacco di ragazzi e ragazze che fanno lo stesso mestiere nostro. Hanno tutti troppa paura. Per me fare un bel video e basta non ha nessun senso se alla base non c’è un’idea estetica o registica.”

Parlando con Tommaso mi viene da accostare, concedendomi forse un’imprudenza, il suo video al famoso cortometraggio di Martin Scorsese, The Big Shave (1967). Un uomo si fa la barba, nulla di più normale. Non fosse che, arrivato al contropelo, l’uomo inizia a lacerarsi la pelle con disinvoltura. Messaggio politico? Critica alle pubblicità? Non m’importa poi tanto. Quando lo guardo, questo corto di quello che poi sarebbe diventato un grande regista americano, mi trasmette la stessa impulsività di Tommaso. Di questo video c’è bisogno, adesso! Come al pungersi delle dita si sente il bisogno di farsi la barba. Come, ogni tanto, si ha il desiderio di baciare. The big Love, The Big Kiss. Perché no? Per concludere il parallelismo: che questo piccolo momento geniale sia d’auspicio a un grande, sincero, percorso selvaggio nel mondo del cinema. Te lo auguro, te lo meriti, Tommaso.

Articolo a cura di Leo Canali. 

Fermo immagine del cortometraggio “The big shave”, diretto da Martin Scorsese nel 1967.

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