Redroom: giovane casa di produzione romana

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Da un gruppo di studenti del DASS, il corso di Arti e Scienze dello Spettacolo della Sapienza, nel marzo 2016 è nato Redroom, una realtà produttiva pensata per aprire percorsi originali nel variegato panorama cinematografico romano. L’idea è quella di una giovane casa di produzione che guardi prima di tutto al cinema, ma in dialogo costante con tutte le altre forme d’arte.

I fondatori sono Valerio Ferrara, giovane regista, cinefilo e compositore, dalla marcata vena organizzativa, e Antinea Radomska, talentuosa cineasta interessata alla produzione e alla direzione della fotografia, al momento a Parigi per una borsa di studio con la prestigiosa ESRA, l’École supérieure de réalisation audiovisuelle. A dare man forte nelle pubbliche relazioni e nell’organizzazione di eventi è subentrata Chiara Ingrati, proveniente dal ramo delle belle arti. Nata come esperienza universitaria, nell’arco di un anno Redroom ha dato vita a un affiatato team tecnico alla ricerca di nuovi progetti e di giovani talenti pronti a darsi da fare nel mondo del cinema.

La squadra Redroom sul set del cortometraggio “L’urlo”

La squadra Redroom finora ha realizzato tre cortometraggi. Il primo lavoro è rimasto inedito. Il secondo, scritto e diretto dal fondatore Valerio, è Io sono vivo, realizzato in 111 ore per il Fiuggi Film Festival del 2016. Poi è stata la volta di Time is out of joint, co-regia tra Valerio Ferrara e Louis Samuel Andreotta, girato con pochissimi mezzi e tantissimo entusiasmo. Questi primi lavori hanno visto la partecipazione soprattutto di studenti del DASS e sono serviti, oltre che a dare una forma alla squadra, a porre le basi per il suo primo grande lavoro, L’urlo.

«L’urlo è un cortometraggio sulla difficoltà di prendere delle decisioni, un progetto che convoglia tutte le forme artistiche legate al mondo dello spettacolo, dalla musica alle arti visive». Con queste parole i ragazzi di Redroom presentano la loro ultima opera sulla pagina Facebook. Il cortometraggio, girato a marzo e attualmente in postproduzione, sarà lanciato probabilmente a maggio con un evento creato su misura, che oltre alla proiezione del film vedrà anche la collaborazione di musicisti, pittori, fotografi e ballerini.

La squadra Redroom sul set del cortometraggio “L’urlo”

La modalità scelta per trovare i finanziamenti, per questo come per gli altri progetti, è stata quella del crowdfunding off-line. Piuttosto che rivolgersi a piattaforme digitali, i ragazzi di Redroom finora hanno preferito unire persone, organizzare eventi. Per L’urlo, in particolare, è stato allestito un primo più intimo incontro all’Ode Club del quartiere Prati, per poi riscontrare un grande successo di pubblico con una serata al Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo. In questa occasione, esposizioni fotografiche, illustrazioni, musica dal vivo dal jazz all’elettronica, hanno dato vita al primo grande evento targato Redroom, in cui in totale si sono dati il cambio più di 60 artisti – tra cui i gruppi musicali McFly’s Got Time, L’ultima fila e i Disturbo della quiete pubblica, undici illustratori coordinati da Giulia Cabbassi, grafica de L’urlo, e il collettivo fotografico Messafuoco Immagini in Lotta.

Lo spazio espositivo de “La notte Redroom” al Nuovo Cinema Palazzo

Se in questo primo anno l’obiettivo di Redroom è stato quello di farsi le ossa attraverso progetti personali, la scommessa è quella di aprire a collaborazioni con altri cineasti e anche a produzioni di progetti proposti da elementi esterni. “Lavoro di presenza”, così l’ha definito Valerio: farsi vedere, entrare in sintonia col gruppo, proporre un progetto. Così è successo con Louis Samuel Andreotta (coregista di Time is out of joint) e Beatrice Arena (già segretaria di edizione sugli altri progetti Redroom) che hanno scritto a quattro mani un cortometraggio che dovrebbe vedere la luce verso fine maggio. Anche Riccardo Baiocco, aiuto regista su L’Urlo, è un elemento di cui Redroom produrrà molto probabilmente un altro progetto.

Non solo cortometraggi, però, ma anche video musicali, spot, videoarte, documentari. Se infatti in questo primo anno al centro della realtà Redroom ci sono stati i corti, l’intenzione è quella di aprire al più presto anche alle altre forme dell’audiovisivo. Inoltre, l’idea è anche quella di realizzare una serie di lavori che potremmo definire “di serie B”, esplicitamente amatoriali, per dare ai neofiti la possibilità di fare una prima fondamentale palestra nell’ambito cinematografico.

Il set del cortometraggio “L’urlo”

In questa prima fase Redroom si è rivolta alle altre forme d’arte (soprattutto musica, fotografia, danza e pittura) principalmente per finanziare i propri progetti cinematografici. È interessante notare come uno dei prossimi obiettivi sia invece quello di arrivare a promuovere direttamente gli artisti provenienti da settori diversi da quello del cinema – pubblicizzandoli attraverso i canali Redroom, presentandoli a locali, confezionando i video dei loro lavori o eventi. Al momento in cantiere, ad esempio, è la collaborazione-promozione con Leo Sisto, diplomato al Conservatorio sia come pianista che compositore di elettronica e ora iscritto ad un master in Etnomusicologia alla Sapienza ed uno in Musicologia al Conservatorio.

La realtà di Redroom è dunque una realtà incentrata principalmente sul cinema, ma che conta di ampliare il proprio raggio d’azione a tutti gli altri ambiti creativi che la scena artistica romana ha da offrire.

A cura di Marcello Di Trocchio

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Credo nell'empatia, nel potere salvifico della comunicazione. In quest'ottica trovo che il cinema sia una delle forme d’arte piùefficaci per creare, vivere e trasmettere empatia, per ricordare all’essere umano il valore indispensabile dello stare assieme.

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