CultRise: un ecosistema di artisti emergenti

1 Artchivers

CultRise sorge nel cuore della scena artistico-culturale romana con l’obiettivo di promuovere l’attività di giovani talenti emergenti e dar vita ad uno spazio dove la creatività possa lavorare, esprimersi e dialogare in maniera originale con il pubblico ed il contesto cittadino. L’associazione, fondata nell’estate del 2014 da Cecilia Caporlingua, Tiziano Iosca e Filippo De Sanctis, nasce dalla concreta necessità di approfondire e coordinare azione creativa ed espositiva.

La sede operativa dell’associazione è situata nel vivace rione Monti, precisamente a Via Baccina 84, all’interno di una sottostazione elettrica di fine ‘800, ribattezzata The Popping Club. In questa suggestiva scenografia, Cultrise esordisce nel 2015 con la mostra The Pitiless Gaze of Hysterical Realism in collaborazione con 999 Contemporary. Per l’occasione, il lavoro coordinato di queste due realtà si è soffermato sul tema dell’incisività e del realismo nel ritratto, ripercorrendone le differenti interpretazioni grazie al contributo di 18 artisti provenienti da 8 paesi diversi – tra i quali ricordiamo Cane Morto, Dale Grimshaw, David Walker, Gaia, Guy Denning e Jerico.

Uno degli ambienti interni del Popping Club
Uno degli ambienti interni del Popping Club

Fin da questa prima iniziativa, CultRise palesa una sincera aspirazione a dialogare con realtà creative non istituzionali, tra le quali spiccano la Street art e la Urban art. Quest’apertura si è espressa con l’attiva collaborazione dell’associazione alla trasfigurazione di un intero complesso edile presso Tor Marancia, in occasione della manifestazione “Big City Life”.

Un’ispirazione attivistica ha, invece, guidato la mostra –  ospitata sia dal MAXXI di Roma sia dall’Expo di Milano  – “Bring Back Those Colours – Ridateci quei colori”, patrocinata da UNICEF Italia. Al centro dell’esposizione vi erano le impressionanti fotografie scattate da Jacopo Brogioni, veri e propri documenti visivi dei devastanti effetti che i terremoti susseguitisi in Nepal, tra aprile e maggio 2015, avevano prodotto sull’ambiente e la popolazione. Questa volta, le donazioni libere e i ricavi delle vendite delle opere sono stati devoluti in sostegno delle operazioni di ricostruzione e riqualificazione delle zone terremotate.

Di recente, The Popping Club ha accolto la perturbante installazione “Digital Unconscious”, ideata dalla mente del giovane ingegnere e membro acquisito dell’associazione Marco Bassan, ed esposta la scorsa estate presso la XXI Triennale di Milano. Fondendo scenografia e simbolismo, tale installazione aspira a porsi come un varco attraverso il quale il soggetto cosciente può sperimentare un’inedita esperienza di contatto e immersione nelle pieghe del proprio inconscio, fissando – attraverso un pozzo tenuto in sospensione  – il proprio abisso interiore.

Marco Bassan con l'opera "Digital Unconscious"
Marco Bassan con l’opera “Digital Unconscious”

Quest’ultimo progetto mette in luce la sensibilità artistica degli stessi componenti del ‘team’ CultRise.  Lo slancio che anima l’associazione è orientato alla creazione di un vero e proprio ecosistema volto non semplicemente a sostenere l’ispirazione di giovani artisti emergenti, ma soprattutto a funzionare come un’officina culturale in fieri che, a sua volta, si alimenta del contributo attivo dei suoi attori creativi. Creatività ed esposizione si rivelano, perciò, due facce di un unico processo. Il dialogo costante tra la sensibilità degli artisti e degli espositori fa sì che questi si costituiscano in un’ “identità collettiva”, come racconta l’omonima rassegna tenutasi presso The Popping Club lo scorso autunno.

L’intraprendenza di questi ragazzi e la buona riuscita dei loro progetti conferiscono a CultRise la qualità di un autentico punto di riferimento per i creativi che gravitano sulla scena romana.

I preparativi della rassegna "Identità Collettive"
I preparativi della rassegna “Identità Collettive”

Articolo a cura di Giulia Scialla

Artchiver in evidenza

Associazione Culturale CultRise

Associazione Culturale CultRise


Event manager, Gallerista

Comunicazione, Arti plastiche

Array

Artchiver in evidenza

Giulia Scialla

Giulia Scialla


Scrittore

Arti plastiche, Arti grafiche

Mi piace immaginare la filosofia come un esercizio di educazione dello sguardo volto a cogliere aspetti inediti di quanto ci circonda. Ritengo perciò fecondo il dialogo che può innestarsi tra arte e filosofia, in rotta verso un accrescimento della reciproca auto-consapevolezza!

Redazione Artchivio

Redazione Artchivio

Lascia un commento

Redazione Artchivio

Redazione Artchivio

Artchivers in questo articolo:

Associazione Culturale CultRise Event manager, Gallerista