Lorenzo Newman: Paura e Rischio in Italia

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Lorenzo Newman esordisce nel panorama letterario con il suo promettente primo edito, Paura e rischio in Italia (Castelvecchi, 2017). Il saggio è il sunto delle esperienze personali, oltre che accademiche e professionali, di Lorenzo Newman, giovane bilingue nato a Roma da madre italiana e padre americano, formatosi fra questi due Paesi oltre che in giro per l’Europa.

Paura e rischio in Italia, infatti, unisce in un connubio sorprendente una parte sociologica che corrisponde alla vera e propria tesi del saggio – condita di riferimenti bibliografici precisi e nutrita di studi accademici – a un discorso narrativo particolarmente scorrevole grazie all’inserimento di segmenti aneddotici e personali. Il risultato è quello di un saggio di sociologia rigoroso e allo stesso tempo alternativo: destinato anche a un pubblico di non-sociologi, Paura e rischio in Italia ci fa a tratti sorridere di una comicità situazionale in cui è facile immedesimarsi.

Newman, tracciando la scia lasciata da studi precedenti, trova nella paura la causa di una paralisi economico-sociale, che contraddistingue ormai storicamente il nostro Paese. A dimostrazione di questa tesi vengono proposti studi sociologici, pedagogici, economici (in particolare quelli vertenti sulla Teoria del rischio) e neuroscientifici; ma anche – e qua la particolarità – argomentazioni tratte da esperienza di vita vissuta. Tra queste esperienze emerge il periodo trascorso come consulente gestionale a Roma tra il 2012 e il 2015, e, soprattutto, quello passato come docente di Storia in una scuola media del Bronx, NY, in cui ha potuto toccare con mano la differente predisposizione al rischio degli studenti americani rispetto a quelli italiani.

Presentazione di Paura e rischio in Italia, avvenuta il 13 aprile a Roma.

Pur non essendo l’unica causa, scuola e famiglia contribuiscono ad alimentare, secondo Newman, una «reazione eccessivamente emotiva al rischio», che non corrisponde necessariamente alla sovrastima di esso, quanto piuttosto all’incapacità di analizzarlo. Così sintetizza in due righe l’efficace sottotitolo: «Come scuola e famiglia ci insegnano a temere gli spifferi e a fregarcene dell’eruzione del Vesuvio». È quindi questo che renderebbe noi Italiani «investitori più cauti, automobilisti più spericolati e calciatori catenacciari», ma allo stesso tempo efficienti operatori in situazioni di estrema emergenza.

In una lettura scorrevole, divertente, non polemica ma neppure banale, Lorenzo Newman ci spiega come, cambiando alcune dinamiche preimpostate della scuola e della famiglia italiane, si possa contribuire a rendere il nostro un Paese più pronto alle sfide che la contemporaneità ci pone davanti. Ed il primo ad avere l’atteggiamento propositivo tanto agognato nel libro è lo scrittore, che si preoccupa non solo di analizzare un problema ma di fornire anche un’ipotesi di soluzione.

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Mi occupo di filologia e critica della letteratura contemporanea e credo vivamente nella fondamentale importanza di essere buoni lettori, prima che buoni scrittori. In tale veste faccio parte della redazione di Artchivio, per la sezione Letteratura e Scrittura creativa.

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